12 febbraio 2012
Cultura a Bari, “Quanto Basta” di Claudia Giannuli: breve chiacchierata con l’artista
L’inaugurazione della mostra personale di Claudia Giannuli intitolata “Quanto Basta”, a cura di Roberta Fiorito, Nico Murri e Francesco Paolo Del Re è anche l’occasione per una breve chiacchierata con l’artista. È bene fare un piccolo passo indietro nel tempo, tuttavia, perché Claudia Giannuli, prima della mostra personale “Quanto Basta” alla galleria Fabrika Fluxus di Bari, ha partecipato alla fiera di Colonia “Bloom-The Creative Art Industries Show” a cavallo tra gli scorsi mesi di ottobre e novembre.
In uno scenario di crisi generalizzata, dove a dire il vero ben prima che nel panorama internazionale si abbattessero i tagli da parte delle agenzie di rating l’Italia si distingueva bollando l’arte come un bene voluttuario, di lusso, quindi superfluo e giustamente costoso, è normale cercare quanto meno di capire le differenze tra la Germania e il nostro paese:
- Hai notato differenze particolari tra Italia e Germania?
- No, anche lì è tutto fermo, non si è venduto quasi niente. La gente o acquista opere costosissime, oppure il ricordino da 100 euro massimo.
- Ritieni che l’aver partecipato al Bloom di Colonia possa aver attirato maggiormente l’attenzione su di te?
- Penso di sì, più che altro mi auguro che i segnali positivi che ho avuto stasera (ieri, sabato 11) si concretizzino in un importante risultato.
Passando all’analisi interpretativa delle sculture di Claudia Giannuli esposte nella galleria Fabrika Fluxus di Bari in via Celentano 39, ricordiamo dall’11 febbraio all’11 marzo, balza subito agli occhi (almeno di chi conosce l’artista barese da anni, avendone seguito l’evoluzione stilistica) una certa continuità col recente passato ben simboleggiato dall’altra mostra personale “Parzialmente Scremato” svoltasi nel febbraio 2010 alla galleria barese Nodo:
- Ho avuto l’impressione che “Quanto Basta” rappresenti una sorta di punto d’arrivo per te, una specie di approdo dopo anni di sperimentazioni. Ricordo, per esempio, la tua mostra personale al bar Riviera quando ti cimentasti anche con la lavorazione del plexiglass, costruendo dei cubi.
- Con “Quanto Basta” ho in effetti chiuso un ciclo riuscendo a dare una forma finalmente compiuta al percorso sin qui seguito negli ultimi anni.
- Tra le sculture che mi hanno particolarmente colpito c’è quella che simboleggia “la vecchia”, la figura di una donna anziana intenta a ramazzare ogni sorta di rifiuto presente sul pavimento. Anche i topi che si insinuano sotto la gonna sono evocativi di una figura femminile che tende a nascondere i problemi, le negatività, giusto?
- In effetti quella scultura rappresenta proprio lo stereotipo della donna protettiva, che deve salvare a tutti i costi le apparenze nascondendo ciò che al di fuori del nucleo familiare non deve trasparire. È sostanzialmente l’immagine di una donna gretta.
Non ci resta che augurare ogni bene a Claudia Giannuli e, più in generale, al fermento artistico di Bari, città levantina e d’indole commerciale, ma che con la notevole partecipazione di pubblico all’inaugurazione della mostra “Quanto Basta” fa ben sperare per un cambiamento di mentalità a partire proprio dalla positiva osmosi tra persone di generazioni differenti a cui si è potuto assistere nella serata di ieri.
Donato Capozzi
15:00 Scritto da: Admin in giovani artisti | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: arte, cultura, bari, fabrika fluxus, claudia giannuli, quanto basta | OKNOtizie |
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